Continuano gli incontri sui grandi autori del fumetto e come da programma, il 16 maggio, Andrea Plazzi (direttore del corso) ha presentato Will Eisner, in qualità di traduttore italiano delle sue opere.

Will Eisner è un grande autore di fumetti dalla lunghissima carriera, durata circa 70 anni, durante la quale ha attraversato diverse fasi o “primavere creative”.

Una di queste è sicuramente legata ai suoi inizi, con The Spirit, serie a fumetti nata negli anni ’40, che lo ha portato al successo del grande pubblico, divenendo un classico.

Le storie, disegnate da un Eisner giovanissimo, venivano pubblicate sugli allegati domenicali dei quotidiani. Eisner non ha mai voluto adottare una testata per la serie, preferendo crearne una nuova per ogni storia, producendodi volta in volta un elemento di novità e un effetto sorpresa.
La prima pagina degli inserti aveva un ruolo particolare, perchè fungeva da copertina: doveva attirare l’attenzione, avere impatto (splash page).

Su un format rigido di 7-8 pagine Eisner sapeva muoversi con originalità e inventiva, sia grafica che narrativa, con storie semplici ma avvincenti, ricche di scene e inquadrature del tutto innovative.

Parlando di Eisner non si può non citare uno dei suoi più famosi storytelling devices: la pioggia (per cui Harvey Kurtzman coniò il nomignolo “Eisnershpritz”) sempre presente nelle storie più struggenti.

Per quanto riguarda le questioni di traduzione Eisner scrive in maniera semplice, per il grande pubblico, ma da grande caratterizzatore di personaggi, ironizza su svariate categorie mediante nomi, nomignoli, interiezioni, neologismi, ridicolizzando tratti culturali o fisici, in un contesto storico in un cui ancora non si era fatto strada il concetto di political correctness.

Eisner è stato precursore dei tempi, consapevole delle potenzialità del fumetto come strumento narrativo, capace di raccontare storie di grande spessore letterario. Sua è la proposta di definizione del fumetto come “arte sequenziale”, nonché l’uso sistematico del neologismo “graphic novel” (solitamente ma erroneamente attribuito a lui), oggi di uso comune e che il prestigio e l’autorità di Eisner contribuiscono ad affermare.

Eisner lo adotta per descrivere i suoi lavori a partire dal 1978, anno di pubblicazione di Contratto con Dio (A Contract with God): si tratta di un nuovo tipo di pubblicazioni, tra le sue più personali, dal respiro narrativo inedito e che col tempo vanno a comporre un vero e proprio corpus di romanzi a fumetti.

Con la sua produzione Eisner propone una vera e propria poetica: un insieme coerente di punti di vista, esperienze e temi che sviluppa e declina a sfondo etico-morale.

Quasi tutti i suoi romanzi sono semi-fictional, in quanto presentano elementi autobiografici più o meno espliciti.

La forza della vita (A life force, 1988) tratta tutti i grandi temi esistenziali di Eisner (rapporti tra le persone, lotta per la sopravvivenza negli ambienti urbani); Verso la tempesta (To the heart of the storm, 1991) è quello più strettamente autobiografico; Gente invisibile (Invisible people, 1993) è il più sociale, sull’invisibilità esistenziale che le persone ricercano o subiscono all’interno delle strutture sociali.
E ancora: Vita su un altro pianeta, Il sognatore, Il palazzo, Racconti di guerra, Piccoli miracoli, Le regole del gioco, per citarne alcuni.

Eisner inizia ad affrontare la pagina classica (gabbia a tre strisce) in maniera nuova, con strutture nuove, inedite, in cui però la scorrevolezza e la fluidità di lettura rimangono sempre per lui fondamentali.

Agli inizi della carriera Eisner non era molto interessato alle sue origini ebraiche, poi col passare del tempo è cresciuta in lui una consapevolezza delle radici che a man a mano è filtrata nei lavori più maturi.

In Fagin l’ebreo (Fagin the jew, 2003), questo argomento assume una vena polemica. Eisner racconta la storia di Fagin l’”ebreo infame” dall’Oliver Twist di Charles Dickens e contesta l’utilizzo di uno stereotipo che si è radicato storicamente e socialmente nell’immaginario comune.

Eisner, autore a tutto tondo, con le sue varie “vite” da artista sequenziale, ha sicuramente scritto una delle pagine più importanti della storia del fumetto.

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