La seconda parte dell’intervento a cura di Federico Zanettin sulle avventure del tenente Blueberry.

Blueberry in Francia e in Italia
Prenderemo in esame il primo ciclo della serie di Blueberry, Fort Navajo, e in particolare il quinto e ultimo episodio, La piste des Navajos, pubblicato originariamente nel 1965 su Pilote (nei numeri dal 313 al 335).

La prima edizione in volume è del 1969, e numerose ristampe sono seguite. Nel 1996 l’editore Dargaud ha pubblicato una nuova edizione, “remaquettés et agrémentés de nouvelles couleurs” (dal sito Dargaud). La nuova edizione, che fa parte di un piano di ripubblicazione di tutti gli albi di Blueberry, è ricolorata da Claudine Blanc-Dumont.

Le storie di Blueberry sono state tradotte in molte lingue, tra cui il tedesco, il danese, l’inglese, l’italiano, il greco, il turco, ecc.

In Italia sono stati pubblicati tutti gli episodi della serie, solitamente prima a puntate su riviste e poi su album. La maggior parte degli episodi sono stati variamente ristampati o ripubblicati da diversi editori.

La pista dei Navajos è stata fino ad ora pubblicata in Italia sei volte. La prima edizione è stata pubblicata nel gennaio 1971 negli Albi Ardimento, dalla casa editrice Crespi, utilizzando l’edizione su album pubblicata in Francia da Dargaud nel 1969, nella quale alcune pagine erano state modificate rispetto agli episodi originali pubblicati su Pilote.

Crespi, che ha pubblicato la serie mensile degli Albi Ardimento dal luglio 1969 al dicembre 1971, lavorava in stretta collaborazione con il Corriere dei Piccoli, che da alcuni anni aveva iniziato a pubblicare fumetti francesi in traduzione, compresi gli episodi iniziali di Blueberry.

Sebbene la storia fosse quindi ancora inedita in Italia, essa si rivolgeva allo stesso pubblico di lettori del Corriere dei Piccoli, i figli della borghesia che leggeva il Corriere della Sera, di cui il Corriere dei Piccoli era il supplemento domenicale.

Il Corriere dei Piccoli fino agli anni Cinquanta aveva pubblicato i fumetti in traduzione, principalmente americani, adattandoli al formato tradizionale italiano delle “storie” illustrate, eliminando i balloon e sostituendoli con didascalie narrative sotto ciascuna vignetta.

Dal 1961 inizia a pubblicare fumetti francesi (con i balloon) e a rivolgersi ad un pubblico di lettori di età più avanzata, ovvero di ragazzi tra i 10 e i 15 anni anziché di bambini tra i 5 e i 10 anni. Nel dicembre 1971 la rivista cambia infine titolo, diventando il Corriere dei Ragazzi, continuando però a prestare molta attenzione sia ai lettori più giovani che ai loro genitori.

Si stima che i lettori del “Corrierino” fossero per i due terzi “ragazzi” e per un terzo bambini sotto i dieci anni. L’età dei lettori a cui si rivolge la rivista si può dedurre anche dai prodotti pubblicizzati nell’edizione Albi Ardimento della Pista dei Navajos, ovvero un fucile di plastica, penne, pennarelli e giochi da tavolo.

Per fare posto alla pubblicità l’episodio di fu accorciato, fondendo due pagine in una. Per fare ciò, furono tagliate tre brevi sequenze narrative, ciascuna composta di un paio di vignette. Come risultato, mentre i primi due “tagli” non si notano neppure nell’edizione italiana, il terzo produce una certa incoerenza narrativa.

Se mettiamo a confronto l’edizione Albi Ardimento con una successiva notiamo infatti come le parole pronunciate da Cochise nella vignetta a destra nelle due immagini fossero una risposta alle parole pronunciate da Blueberry “fuori campo” (cioè in un balloon collegato direttamente al canaletto) nella vignetta precedente.

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Questo però solo nelle edizioni successive: negli Albi Ardimento le parole di Cochise diventano meno comprensibili, perché appaiono solo come una reazione all’entrata nella tenda di Blueberry.

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La pista dei Navajos viene in seguito pubblicata in quattro puntate sul settimanale Skorpio nel 1980 (numeri 18-21). La rivista della casa editrice Eura, che contiene principalmente fumetti di autori sudamericani, si rivolge a un pubblico più adulto di quello degli Albi Ardimento, lettori interessati non solo ai fumetti ma anche a “sport, donne & motori”, come è intuibile dalla copertina qui riprodotta (Skorpio 1980/22).

Si tratta di un’edizione in bianco e nero in formato ridotto. I balloons sono stati allargati per poter contenere le traduzioni (i dialoghi sono molto lunghi) e il lettering è a stampa e non più manuale.

Due anni dopo, nel 1982, La pista dei Navajos è pubblicato in formato album con copertina morbida dalle Edizioni Nuova Frontiera, dentro una collana che presenta tutte le storie della serie principale francese. Edizioni Nuova Frontiera pubblica in seguito due ristampe di questa edizione, la prima in bianco e nero in formato pocket nel 1986, e la seconda in formato album cartonato nel 1990. L’immagine di copertina a fianco si riferisce a questa seconda ristampa.

L’edizione del 1982 si rivolge a un pubblico cresciuto con i fumetti d'”autore” francese, argentini e italiani, pubblicati sulle riviste degli anni 1970 e 80, da Linus ad Alteralter a Il Mago, fino alle riviste della stessa casa Editrice Nuova Frontiera (Metal Hurlant, Totem) su cui vengono pubblicati a puntate episodi inediti di Blueberry.

L’editrice Nuova Frontiera è basata in Toscana ma pubblica anche per il mercato spagnolo, soprattutto fumetti francesi in traduzione. L’edizione italiana di Blueberry è infatti basata su quella spagnola.

I lettori italiani de La pista dei Navajos del 1982 sono cresciuti anche con i fumetti popolari western (non solo bonelliani) in cui Kociss viene usato come forma alternativa a Cochise. Di Kociss si parla nell’edizione del 1982, mentre è Cochise sia in quella del 1971 che in quella del 2005.

Gli stessi lettori conoscono probabilmente inoltre tutto il ciclo di Fort Navajo (tutti i riferimenti intertestuali agli episodi precedenti sono mantenuti) e il modo in cui si sviluppa la saga.

Una nota introduttiva di Javier Coma (ripresa dall’edizione spagnola) funge da prefazione a ciascuno dei 22 episodi della saga pubblicata da Nuova Frontiera tra il 1982 e il 1987 e fornisce queste informazioni di contorno, compreso un commento sull’altra identità artistica di Giraud – Moebius, i cui fumetti sono anch’essi ampiamente pubblicati sulle riviste della casa editrice.

Infine Blueberry viene pubblicato nel 2005 da Alessandro Editore di Bologna, un’edizione di lusso che ripropone la nuova edizione pubblicata nel 1996 in Francia da Dargaud.

(fine)

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