Inizia con questo post una serie di interventi di Federico Zanettin, che tratterà un caso particolare di fumetto in traduzione.

Federico Zanettin è  Dottore di ricerca in Scienza della traduzione  (Università di Bologna) e Professore associato di Lingua e traduzione inglese (Università di Perugia). Ha tenuto numerosi corsi di lingua, traduzione, cultura inglese e tecnologia applicata alla didattica dell’inglese. Traduttore per Granata Press e Phoenix, ha di recente curato il  volume Comics in Translation, che approfondisce aspetti della traduzione del fumetto.

Questo contributo riguarda alcune traduzioni italiane di un album delle avventure del tenente Blueberry, di cui sono uscite diverse edizioni nel corso degli ultimi 40 anni.

Si prenderanno in considerazione non solo i cambiamenti sopravvenuti tra un’edizione e l’altra a livello linguistico, ma anche i cambiamenti avvenuti a livello produttivo più in generale, ovvero si guarderà alla traduzione linguistica all’interno di un processo di localizzazione del prodotto per diversi pubblici di lettori.

Una precedente versione in lingua inglese si trova nell’articolo The Translation of Comics as Localization. On Three Italian Translations ofLa piste des Navajos“, in Comics in Translation, a cura di Federico Zanettin, Manchester & Kinderhook, NY: St Jerome, 200-219.

Blueberry in Francia e in Italia
Blueberry
, creato da Jean-Michel Charlier e Jean Giraud è probabilmente la più famosa serie a fumetti francese. Il primo episodio delle avventure del tenente Blueberry uscì a puntate sulla rivista Pilote nel 1963, e si chiamava Fort Navajo.

La saga continua ancora oggi nelle sue varie diramazioni, e l’ultimo album, Dust, è stato pubblicato nel 2005.

Jean-Michel Charlier (1924-1989) è uno dei principali sceneggiatori francesi dello scorso secolo, co-fondatore (con Goscinny e Uderzo) di Pilote e autore di personaggi come Buck Danny e Tanguy e Laverdure, oltre che di Blueberry.

Jean Giraud, nato nel 1938 e disegnatore di fumetti dal 1950, è probabilmente più noto con il suo pseudonimo artistico di Moebius. Co-fondatore nel 1970 della rivista Metal Hurlant e tra i principali responsabili della nascita del fumetto d’autore francese destinato a un pubblico adulto.

Le sue storie e illustrazioni firmate Moebius, disegnate in uno stile diverso da quello realista usato per Blueberry, hanno influenzato l’immaginario visivo di una generazione non solo di lettori di fumetti, basti pensare agli scenari di film come Blade Runner e Il quinto elemento, ispirati ai disegni visionari di Moebius.

La prima storia di Blueberry, Fort Navajo, consiste di cinque episodi, ciascuno dei quali è stato pubblicato nel classico formato album francese di 48/64 pagine a colori.

All’epoca di Fort Navajo, Mike Steve Donovan, alias tenente Blueberry, era solo uno dei personaggi, anche se indubbiamente il  principale. Come spesso è avvenuto per i personaggi dei fumetti (basti pensare ai bonelliani Tex Willer, Dylan Dog e Julia) Blueberry si ispira nella fisionomia a un noto attore cinematografico, Jean-Paul Belmondo, anche se la somiglianza scompare dopo i primi episodi.

Dato il successo vengono pubblicati nuovi episodi della storia, questa volta come Avventure del Tenente Blueberry.

Le successive vicende editoriali di Blueberry sono abbastanza complesse.

Dopo la pubblicazione a puntate in diverse riviste nel corso degli anni come, oltre a Pilote, Tintin, Spirou, L’echo des Savanes e Metal Hurlant, tutti gli episodi sono pubblicati in formato album e riediti più volte.

La serie principale consiste in 28 albi, suddivisi in 8 cicli, ciascuno dei questi suddivisi in due o più album, oltre a 2 storie autoconclusive.

Parallelamente sono uscite due serie collaterali, La Giovinezza di Blueberry (a partire dal 1975), di cui esistono 14 storie e Marshall Blueberry, 3 storie dal 1991.

Dopo la morte di Charlier nel 1989 lo sceneggiatore Corteggiani e i disegnatori Wilson, Blanc-Dumont, Vance e Rouge si sono uniti a Jean Giraud, che è autore unico dell’ultimo ciclo della serie (Mister Blueberry) e sceneggiatore della serie Marshall Blueberry.

Nel corso degli anni Blueberry si è così sviluppato fino a diventare una complessa saga Western, che va dagli anni della Guerra Civile Americana (1861-1865), gli anni in cui è ambientata la serie della giovinezza di Blueberry, fino al 1881, l’anno del leggendario duello dell’OK Corral descritto nel ciclo Mister Blueberry.

Lo scenario storico e geografico è estremamente documentato, e personaggi reali come alcuni presidenti Americani, banditi come gli Earp Brothers e capi indiani come Cochise interagiscono con personaggi fittizi come Blueberry.

I disegni sono ispirati ai classici Western hollywoodiani di registi come John Ford e Sam Peckinpah, oltre che agli spaghetti western di Sergio Leone. La trama del ciclo di Fort Navajo, ambientato tra il 1867 e il 1868 a cavallo tra l’Arizona e il Messico, è in effetti ispirata a quella di Fort Apache, diretto da John Ford con John Wayne e Henry  Fonda.

Blueberry, tenente dell’esercito americano, è caratterizzato come un tipo un po’ indisciplinato a cui piace bere e giocare a carte, ma come comunque un bravo e leale soldato.

Con il passare degli anni e a fronte di un sempre maggiore coinvolgimento di Giraud/Moebius negli sviluppi tematici oltre che visuali delle storie, i temi dell’avventura classica si trasformano incorporando elementi antimilitaristi e anarchici, e Blueberry diventa sempre più un antieroe che prende le parti degli indiani perseguitati da generali dell’esercito e da cacciatori di taglie.

Contemporaneamente attraverso la serie La giovinezza di Blueberry vengono forniti gli antecedenti su cui si basano questi sviluppi.

Informazioni dettagliate sulla cronologia e sull’ambientazione geografica dell’intera saga, oltre a indicazioni bibliografiche, copertine, tavole e note sugli albi, personaggi e autori sono reperibili sul sito ufficiale.

(fine prima parte)

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